Unc, gasolio da riscaldamento su podio aumenti da inizio guerra, +32,6%
Seguono frutta , gasolio per trasporto. Nella top 20, 8 voci collegate a chiusura Hormuz
E' il gasolio da riscaldamento a conquistare il podio dei rincari da febbraio, quando è iniziato il conflitto in Iran con un aumento del +32,6%. Il calcolo è dell'Unione Nazionale Consumatori. Seguono alcune varietà di frutta (uva, kiwi, meloni, cocomeri) salite come categoria del 20,9%, seguite a ruota dalla frutta a nocciolo (mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, prugne, susine) che costa il 20,3% in più rispetto a febbraio. Si segnala poi, in ottava posizione, nonostante lo sconto sulle accise, il gasolio per mezzi di trasporto che paghiamo il 17,5% in più, seguito da Altri carburanti per mezzi di trasporto (gpl, gas metano, ricarica elettrica) con +14,7%. Chiudono la top ten Legumi (piselli, fagiolini) e Gas naturale distribuito tramite rete, entrambe con 13,6%. appena fuori dalla top ten la benzina che si infiamma del 13,5%. spiccano poi, il trasporto aereo internazionale (13° posto, +12,9%), agrumi (14°, +11%), fragole e mirtilli (15°, +10%), trasporto marittimo (16°, +9,2%), noleggio di mezzi di trasporto (17°, +7,8%), carote, agli e cipolle (18°, +7,6%), alberghi. motel, pensioni e simili (19°, +7,3%) chiudono la top 20 le patate con +5,2%. "Nella top 20, ben 8 voci solo legate in modo diretto alla chiusura dello Stretto di Hormuz, dato che riguardano carburanti e costi energetici, 7 voci dipendono dagli effetti indiretti dovuti al rialzo dei costi di trasporto ed energetici che incidono rapidamente su frutta e verdura. Insomma, la guerra sta determinando effetti devastanti per le tasche delle famiglie. I dati ci dicono che quello che ha fatto il Governo sul fronte dei carburanti è stato insufficiente, mentre sul fronte energetico il nulla partorito dall'Esecutivo ha fatto decollare i prezzi, anche se per fortuna la fine della stagione termica ha salvato gli italiani dalla stangata del caro gasolio per riscaldamento e da quella del gas" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
O.Esposito--IM