Il Messaggiere - Giornata Mondiale del Latte, in Italia la Milk Economy vale 31 miliardi di euro

Giornata Mondiale del Latte, in Italia la Milk Economy vale 31 miliardi di euro
Giornata Mondiale del Latte, in Italia la Milk Economy vale 31 miliardi di euro

Giornata Mondiale del Latte, in Italia la Milk Economy vale 31 miliardi di euro

Si celebra ogni 1° giugno dal 2001

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L'Italia celebra la Giornata Mondiale del Latte con una filiera da 31 miliardi di euro che non è mai stata così solida e proiettata sui mercati esteri. E' l'analisi Coldiretti, su dati Istat e Ismea, che registra un decennio d'oro per l'export dei formaggi — quasi raddoppiato in quantità fino al record di 680 milioni di chili — mentre Confagricoltura conferma il vigore della produzione primaria: con 13 milioni di tonnellate di latte vaccino munto nel 2024 (+20% in dieci anni), che copre il 90% del proprio fabbisogno. Un traguardo storico che tuttavia sconta ancora il paradosso dei prezzi: nonostante la crescita delle eccellenze Dop, il settore chiede maggiore coesione per difendersi dall'import massiccio di materia prima straniera e dalle fluttuazioni di mercato. A guidare la classifica degli appassionati di formaggi Made in Italy, secocondo Coldiretti, sono Germania, Francia e Regno Unito, mentre fuori dall'Europa sono gli Stati Uniti il principale mercato, con le Dop (denominazioni di origine), dal Parmigiano al Grana, dal Gorgonzola al Pecorino, dal Taleggio al Provolone, che rappresentano più del 40% del totale dei consumi nel mondo. E ciò nonostante un'industria dei falsi sempre più fiorente, che "copia" esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all'asiago, dal parmesan al romano ottenuto però senza latte di pecora". In definitiva, sottolinea Confagricoltura, il mercato internazionale rappresenta uno sbocco vitale per la filiera italiana del latte ed è ancora ricco di marginalità, a patto di sostenere il comparto con campagne di promozione incisive. La sfida per il futuro è ora il consolidamento dei mercati storici e l'apertura verso nuove frontiere potenzialmente strategiche, con lo sguardo dei produttori italiani rivolto con crescente interesse verso le opportunità offerte dal Sud-est asiatico.

P.Conti--IM