Fuga di capitali dal mercato obbligazionario Russia, a luglio ritirati 965 milioni
Investitori si aspettavano tagli più rapidi dei tassi. In lieve crescita l'azionario
Nel luglio 2026, i piccoli investitori privati russi - che rappresentano quasi il 90% del mercato - hanno ritirato quasi 90 miliardi di rubli (circa 965 milioni di euro) dai fondi obbligazionari. Si tratta del deflusso mensile più elevato in termini nominali dal 1998. E' quanto emerge da un'analisi condotta dall'agenzia Rbk sulle statistiche del portale InvestFunds. Contestualmente, tuttavia, è cresciuto l'interesse per il mercato azionario, segno, secondo gli esperti, del malcontento degli azionisti per i prezzi alti delle obbligazioni in un contesto di costo elevato del denaro. All'inizio di luglio, l'indice dei titoli di Stato alla Borsa di Mosca (Rgbi) ha toccato i minimi annuali. A metà mese il ministero delle Finanze russo ha sospeso le aste per la collocazione di obbligazioni di prestito federale (Ofz). Nel mercato delle obbligazioni societarie l'aumento dei tassi di insolvenza ha indotto gli operatori a posticipare le proprie emissioni. In definitiva, secondo gli esperti di Rbk, il ritiro dai fondi obbligazionari è probabilmente stato innescato dalla delusione degli investitori, che si aspettavano un taglio dei tassi più rapido da parte della Banca Centrale. Nel frattempo, al contrario, gli investimenti nei fondi azionari sono cresciuti: per la prima volta da gennaio 2026 si è registrato un afflusso netto di capitali (700 milioni di rubli), nonostante l'indice della Borsa di Mosca fosse sceso per il quinto mese consecutivo. Nello stesso periodo i cittadini russi hanno aumentato i prelievi di denaro contante, oltre la consueta crescita della domanda di liquidità tipica della stagione estiva. Secondo i dati della Banca Centrale russa, elaborati dall'agenzia Interfax, il volume di contante in circolazione dal primo al 16 luglio 2026 è aumentato di 513 miliardi di rubli, ovvero del 7% rispetto alla media mensile del secondo trimestre, pari a 479,4 miliardi di rubli secondo i dati pubblicati sul sito web. Ciò significa che la domanda di contante è raddoppiata all'inizio di luglio rispetto al periodo precedente. La Banca Centrale ha attribuito il sensibile aumento della domanda di contante, registrato fin dall'inizio del 2026, alle interruzioni di internet mobile, che complicano i pagamenti online e all'adeguamento alle nuove norme fiscali, oltre che al fisiologico aumento nel periodo delle vacanze estive. Tuttavia, dati di Sberindex indicano che i consumi sono rimasti pressochè invariati, a fronte di una accresciuta domanda di liquidità, che potrebbe essere diretta all'acquisto di valuta straniera, per una successiva esportazione di capitali.
N.Baggi--IM