Lega Navale Italiana, 'natanti -35,7% in dieci anni e costi fino a 9.500 euro annui'
Predieri a Risorsa Mare: 'Impegnati per una nautica accessibile e un diporto sicuro'
'L'Italia è leader mondiale nella produzione di superyacht, ma a questa eccellenza industriale non corrisponde ancora una dimensione popolare della nautica da diporto. Tra il 2015 e il 2024 le unità da diporto immatricolate sono diminuite del 22% e il calo più forte riguarda i natanti, con un -35,7%. È un segnale che non possiamo ignorare, perché la piccola nautica rappresenta la principale porta d'ingresso al mare per famiglie, giovani, persone con fragilità e nuovi praticanti'. Lo afferma Marco Predieri, direttore generale della Lega Navale Italiana, intervenendo al forum 'Risorsa Mare', in corso alla Spezia, organizzato da TEHA Group The European House - Ambrosetti in collaborazione con il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. 'A pesare sono anche i costi. Secondo il Libro Blu Risorsa Mare 2026, per un'unità di 14 metri il costo medio annuo tra iscrizione, stazionamento e ormeggio in un marina di livello medio è di circa 9.500 euro in Italia, contro 6.000 in Croazia e 5.000 in Grecia. Abbiamo quasi 163 mila posti barca, ma negli ultimi cinque anni l'offerta è rimasta sostanzialmente ferma e la distribuzione sul territorio è fortemente disomogenea. Non è quindi soltanto una questione di quantità, ma di accessibilità e diffusione dell'offerta'. Parlando del ruolo istituzionale della Lega Navale Italiana, Predieri aggiunge: 'I marina sono infrastrutture fondamentali per il turismo nautico e l'attrattività del Paese. Le basi nautiche della Lega Navale svolgono una funzione complementare, orientata all'interesse pubblico e alla diffusione della cultura del mare. Gli ormeggi destinati ai soci vengono assegnati secondo graduatorie di merito che valorizzano l'impegno nelle attività istituzionali, dalla nautica solidale alla tutela ambientale, dallo sport alla formazione. Altri spazi sono riservati alle imbarcazioni sociali, a quelle sottratte alla criminalità organizzata, alle barche scuola e ai mezzi di assistenza, che svolgono anche una funzione di presidio lungo le coste e nelle acque interne. Attraverso oltre 250 sezioni e delegazioni, la Lni contribuisce a una nautica più popolare e a un diporto più sicuro: mette a disposizione imbarcazioni sociali, coinvolge anche le barche dei soci, forma nuovi diportisti e porta in mare giovani, studenti, persone con disabilità e chi incontra barriere economiche o sociali'. 'Come ente pubblico associativo senza scopo di lucro, vigilato dal ministero della Difesa e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Lega Navale ha tra i propri compiti quello di avvicinare le persone al mare, promuovere il diporto e gli sport nautici, diffondere la cultura della sicurezza e della navigazione responsabile e tutelare l'ambiente marino. Siamo pronti a lavorare con istituzioni, enti locali e operatori del settore per rendere complementari portualità turistica e basi associative, ampliando le opportunità per la piccola nautica e rafforzando la formazione dei diportisti attraverso i nostri Centri d'Istruzione Nautica e campagne come 'Eliche responsabili', iniziativa dedicata alla prevenzione degli incidenti in mare a danno di subacquei e bagnanti', conclude Predieri.
H.Gallo--IM