Giappone, raid antitrust su Microsoft per il cloud
Sotto esame le tariffe su software piattaforme concorrenti
L'Autorità giapponese per la tutela della concorrenza ha effettuato un'ispezione a sorpresa nella sede di Microsoft a Tokyo, nell'ambito di un'indagine per presunta violazione della legge antitrust nipponica. Secondo fonti a conoscenza dell'inchiesta, citate dall'emittente pubblica Nhk, il colosso informatico statunitense è sospettato di aver applicato condizioni commerciali discriminatorie, addebitando tariffe di licenza più elevate per l'utilizzo dei propri software - tra cui la suite Microsoft 365 e il sistema operativo Windows - su piattaforme cloud concorrenti come Amazon Web Services e Google Cloud, rispetto al proprio servizio Azure. La Commissione ritiene che tali pratiche possano configurare un abuso di posizione dominante nel mercato globale del software, con l'effetto di ostacolare indebitamente l'acquisizione di clienti da parte dei rivali nel settore del cloud computing, in rapida espansione. L'indagine verificherà inoltre le modalità con cui sono state definite tali politiche commerciali e i rapporti intercorsi tra la controllata giapponese e la casa madre statunitense. Il provvedimento si inserisce in un contesto di controlli più serrati da parte dell'autorità antitrust giapponese nei confronti delle grandi aziende tecnologiche, in particolare quelle statunitensi: nel 2024 sono state condotte ispezioni presso Amazon Japan per presunte pratiche commerciali sleali, mentre nel 2025 Google è stata formalmente invitata a cessare l'imposizione ai produttori di smartphone di installare preventivamente le proprie applicazioni di ricerca e navigazione. Microsoft Japan ha dichiarato in una nota di essere disponibile a collaborare pienamente con le richieste della Commissione.
I.Pesaro--IM