Il Messaggiere - Sos Humanity, 'Le ong agiscono nel rispetto del diritto internazionale'

Sos Humanity, 'Le ong agiscono nel rispetto del diritto internazionale'
Sos Humanity, 'Le ong agiscono nel rispetto del diritto internazionale'

Sos Humanity, 'Le ong agiscono nel rispetto del diritto internazionale'

Sea Watch: 'nauseante parlare di compensazioni sulla pelle delle persone'

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"In qualità di organizzazione di ricerca e soccorso attiva nel Mediterraneo centrale da oltre un decennio, noi di Sos Humanity desideriamo sottolineare che, negli ultimi anni, meno del 10% in media di tutte le persone giunte in Italia è stato soccorso da ong di ricerca e soccorso. Dopo la fine dell'operazione italiana 'Mare Nostrum', la società civile europea ha reagito finanziando navi di soccorso per colmare il vuoto di soccorso nel Mediterraneo centrale. Noi come ong stiamo facendo del nostro meglio per adempiere al dovere di soccorrere le persone in pericolo in mare e portarle in un luogo sicuro - cosa che gli Stati europei non sono riusciti a fare in questa zona marittima dal 2015. Agiamo nel rispetto del diritto internazionale, in piena trasparenza e in collaborazione con le autorità italiane - indipendentemente dal nostro Stato di bandiera". Così la portavoce per l'Italia della ong tedesca 'Sos Humanity', Flore Murard in merito alle dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, il quale aveva sollevato il tema della compensazione sostenendo anche che imbarcazioni di ong che battono bandiera di Paesi europei come la Germania fanno sbarcare poi i migranti sul territorio italiano. Sulla vicenda è intervenuta anche l'altra ong tedesca Sea Watch, secondo la quale "la richiesta del Viminale al governo tedesco di fermare le ong tedesche ha ben poco senso: non si può chiedere a uno Stato di impedire a una nave di fare ciò che il diritto internazionale le impone di fare. Soccorrere persone in pericolo in mare e condurle in un luogo sicuro non è una scelta politica, né un favore fatto a qualcuno: è un obbligo giuridico e prima ancora un imperativo umano".

Z.Bianchi--IM