Vanzina, Sordi imitava gli italiani e gli italiani imitavano lui
A Roma un convegno sull'attore. Gasparri, 'ancora arrabbiato per Ecce bombo'
(Di Francesca Pierleoni) "Sordi ha fatto qualcosa di stupefacente, ha guardato gli italiani molto bene, li ha portati sullo schermo e poi è successa una cosa unica, gli italiani hanno cominciato ad imitare lui che imitava loro". Lo dice Enrico Vanzina al convegno "Alberto Sordi l'Arcitaliano. L'italiano medio ieri e oggi: l'attualità dei personaggi dell'indimenticabile attore romano", moderato da Gigi Marzullo,nella storica residenza dell'attore, la Villa Alberto Sordi, (diventata una casa museo), su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri in collaborazione con la Fondazione Italia Protagonista e la Fondazione Museo Alberto Sordi. Un occasione per la quale è stato creato anche un annullo speciale per il francobollo dedicato all'attore. "Alberto è stato grande amico mio e di mio fratello Carlo ed era un amico fraterno per mio padre Steno e mia madre Teresa. Un'amicizia nata quando papà lo ha voluto per un episodio di Un giorno in pretura, l'inizio di una grande epopea - ricorda Vanzina - continuata con Un americano a Roma e tanti altri film insieme". Regalando una serie di aneddoti esilaranti il regista sottolinea come Sordi fosse "fulminante nel suo giudizio delle persone, nel leggere la realtà. Una volta gli chiesi cosa pensasse di Benigni e lui mi disse che era come il matto che salta fuori dalla scatola, non credo ci sia una definizione migliore. Riusciva a fotografare le persone come nessun altro". Per Luca Verdone a caratterizzare Sordi "c'è il coraggio di essere sempre se stesso, di irridere, di sbeffeggiare ma a volte anche di essere eroico. Sapeva presentare il lato umano e generoso della sua personalità senza ritrosia. In questo era l'incarnazione dell' italiano più tipico e riconoscibile, ma ha sempre rischiato, interpretando anche personaggi antipatici e sgradevoli, che lui ha saputo rendere simpatici", è stato bollato "per anni e anni come un personaggio reazionario ma invece era estremamente innovativo, diceva sempre la sua opinione e riusciva sempre ad essere onestamente se stesso. Ha anche abbattuto tabù, ed era internazionale, ad esempio, Jack Lemmon e Walter Matthau avevano un'ammirazione smisurata per lui". Gasparri spiega di essere ancora arrabbiato "perché un altro romano, Nanni Moretti, disse in Ecce bombo la frase 'vi meritate Alberto Sordi'. In realtà siamo stati privilegiati nel meritarci Alberto Sordi. La cultura popolare italiana è importante. In Sordi c'era l'irrisione dei luoghi comuni, ha anche denunciato alcuni difetti senza fare mai i sermoni. Si è tenuto fuori dalla polemica politica, è stato generoso con la città, ha fatto le sue opere di bene senza sbandierarle. Ha anticipato tanti temi, dalla crisi della sanità agli errori della giustizia". Alberto Sordi e i suoi personaggi "sono ancora da investigare - conclude Gasparri - per la loro ricchezza e umanità". Vanzina sottolinea infine come quando Sordi è morto "pensai che finiva un'epoca in cui gli italiani si prendevano in giro, si volevano bene, ridevano di loro stessi, che si stesse perdendo una parte fondamentale di memoria collettiva. Ma in realtà, Sordi, per la sua potenza e la sua forza, non se n'è mai andato".
U.Sparacello--IM