Il Messaggiere - Robert Powell, 'il mio Gesù 50 anni fa per Zeffirelli'

Robert Powell, 'il mio Gesù 50 anni fa per Zeffirelli'
Robert Powell, 'il mio Gesù 50 anni fa per Zeffirelli'

Robert Powell, 'il mio Gesù 50 anni fa per Zeffirelli'

A lui, Bellocchio, Domingo, Roth, Greenwood e Spencer premio dedicato al regista toscano

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I calzari che ha indossato durante le riprese, la frusta e i chiodi utilizzati nella scena della crocifissione. Sono i regali che Robert Powell, protagonista della miniserie Gesù di Nazareth di Zeffirelli, girata nel 1976 e uscita nel 1977, diventata un fenomeno globale, ha portato a Firenze dove riceve uno dei riconoscimenti speciali della prima edizione del premio intitolato al grande cineasta toscano, istituito dalla Fondazione Franco Zeffirelli e dal Trust Zeffirelli per il Centro Internazionale delle Arti e dello Spettacolo, con l'obiettivo di onorare e proseguire l'eredità artistica e culturale del regista scomparso nel 2019. Gli altri premiati - che hanno ricevuto il riconoscimento consegnato a Palazzo Vecchio, fra gli altri, dalla sindaca di Firenze Sara Funaro, dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dal presidente della Fondazione, Pippo Zeffirelli - sono il tenore Placido Domingo (anche a lui un riconoscimento speciale), Marco Bellocchio (premio per la regia), Sarah Greenwood e Katie Spencer (Premio per la Scenografia) e una leggenda di Hollywood, Ann Roth (premio per i Costumi). Powell, britannico, classe 1944, unisce humour e ricordi e commozione parlando dell'esperienza del Gesù di Nazareth, girato 50 anni fa, tra Marocco e Tunisia per otto mesi: "Le prime due settimane con Franco le abbiamo dedicate a capire come rendere questo personaggio. Abbiamo deciso insieme che sarebbe stato futile tentare di rappresentare Gesù come un uomo, perché è tanto di più - racconta -. Così rispetto a tutti gli altri miei personaggi in 60 anni di carriera, nei quali ho sempre messo un pezzetto di me, per Gesù invece sono diventato per Franco una tela bianca sulla quale poi il pubblico potesse dipingere l'immagine che aveva. Ed ha funzionato perché, nella migliaia di lettere che ho ricevuto dopo il debutto della serie, tante persone mi ringraziavano perché quello era il Gesù che loro avevano sempre immaginato". In questi anni "ho ricevuto tanti riconoscimenti, ma questo è legato direttamente a Franco e per me conta molto di più" spiega l'attore. Anche Bellocchio si dice onorato dal premio: "Ho conosciuto solo indirettamente Zeffirelli, eravamo molto diversi. L'ho incontrato la prima volta a Londra quando ero andato a vedere una sua regia del Rigoletto al Covent Garden, allora gli strinsi la mano. Ha rappresentato per me la scoperta del Rigoletto, sul quale anni dopo ho realizzato un mio progetto per la televisione". Il regista in Zeffirelli ha sempre visto "un italiano capace di non farsi colonizzare e di conquistare l'America. In lui ritrovo lo spirito di un altro personaggio a cui mi sto dedicando per un film, Sergio Marchionne".

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J.Romagnoli--IM