Il Messaggiere - La violinista Mutter ha aperto il Ravenna Festival, 50 anni di carriera

La violinista Mutter ha aperto il Ravenna Festival, 50 anni di carriera
La violinista Mutter ha aperto il Ravenna Festival, 50 anni di carriera

La violinista Mutter ha aperto il Ravenna Festival, 50 anni di carriera

Con la Royal Philharmonic Orchestra e Vasily Petrenko

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Una serata destinata a restare nel cuore, quella che inaugurato la XXXVII edizione di Ravenna Festival, in un Pala De André gremito per il ritorno della carismatica Anne-Sophie Mutter, una delle più grandi violiniste di tutti i tempi, che quest'anno celebra 50 anni di carriera. Un percorso straordinario cominciato a 13 anni al fianco di Herbert von Karajan e proseguita in tutto il mondo con le più importanti compagini orchestrali e i più celebri direttori e solisti. L'artista era già stata a Ravenna nel 2023, l'anno terribile dell'alluvione: in quell'occasione Anne-Sophie decise di rinunciare al suo cachet per devolverlo alle popolazioni così duramente colpite. Un'attenzione, la sua, che ieri sera ha manifestato a favore di un'altra popolazione, ancora più violentemente colpita, quella delle donne iraniane alle quali ha voluto dedicare il bis dopo l'ovazione con la quale era stata accolta l'esecuzione del celeberrimo Concerto per violino e orchestra di Beethoven che aveva aperto la serata. "Buonasera! Questo è tutto ciò che posso dire in italiano, anche se ero abituata a venire da ragazzina in questa bellissima parte del mondo, l'Emilia-Romagna, insieme alla mia professoressa, la violinista Alda Stucchi, e a suo marito, Giuseppe Piraccini, che era di Cesena. Per me essere qui è come tornare a casa - ha detto l'artista fermando i tantissimi applausi -. Credo profondamente nella musica contemporanea e nel suo potere sulla società e su noi musicisti di farci crescere e di coinvolgerci. E dato che la situazione in Iran è particolarmente terribile e difficile, in special modo per le donne, ho commissionato un brano alla giovane compositrice Aftab Darvishi, dopo il movimento per la liberazione delle donne del 2022, che non si è concluso felicemente per il popolo persiano. Likoo è un brano sul dolore e sulla perdita, quella del proprio Paese o della liberà, o la perdita dei propri cari. Credo che tutti noi possiamo identificarci con quella sensazione di perdita", ha concluso Mutter prima di eseguire lo struggente brano. Al fianco dell'artista di Rheinfelden, Ravenna Festival ha chiamato la Royal Philharmonic Orchestra di Londra con la bacchetta del suo direttore musicale Vasily Petrenko. E se il Concerto di Beethoven è stato eseguito con tempi eccessivamente dilatati, a tratti quasi straziante, ma in maniera assai coinvolgente, la successiva Sinfonia N. 5 di Gustav Mahler è stata "una delle Quinte più belle mai ascoltate!", il commento più diffuso tra i tantissimi presenti. Al termine, ulteriore, lunghissima ovazione all'orchestra e al direttore.

N.Tornincasa--IM