Il Messaggiere - Nabucco a Macerata con regia Fourny tra deserti di rocce e costumi post-apocalittici

Nabucco a Macerata con regia Fourny tra deserti di rocce e costumi post-apocalittici
Nabucco a Macerata con regia Fourny tra deserti di rocce e costumi post-apocalittici

Nabucco a Macerata con regia Fourny tra deserti di rocce e costumi post-apocalittici

Il 17 luglio allo Sferisterio, cast stellare con Anastasia Bartoli e Ariun Ganbataar

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(di Federica Acqua) Comincia e finisce con un deserto di rocce semoventi, che nel corso della recita danno vita ai diversi ambienti che scandiscono le fasi della vicenda, il nuovo allestimento del Nabucco di Verdi che il 17 luglio prossimo inaugura all'Arena Sferisterio la 62/a edizione del Macerata Opera Festival. Realizzato in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e firmato dal regista belga Paul-Émile Fourny per le scene di Benito Leonori, lo spettacolo scandisce i quattro momenti dell'opera: Gerusalemme, L'Empio, La Profezia, L'idolo infranto, proiettandoli in una dimensione atemporale e circolare che evoca virtualmente i quattro elementi della natura: aria, terra, mare e fuoco, per dar vita all'eterna lotta tra i popoli e gli individui, che si ricompone alla fine nel conforto di un'entità metafisica. Il tutto esplicitato dalle evocative videoproiezioni di Mario Spinaci e dai movimenti scenici di Giorgia Leonardi, abbinati ai costumi post-apocalittici di Giovanna Fiorentini, ispirati alla serie cinematografica di Mad Max. Presentato per la prima volta alla Scale nel 1842 con incredibile successo, Nabucco fu scritto da Verdi, su libretto di Temistocle Solera, in un momento particolarmente doloroso della sua vita, funestato dalla morte in successione dell'amata moglie Margherita Barezzi e dai due figli piccoli. Narra la storia biblica del re di Babilonia Nabucodonosor e della sua vittoria sugli ebrei, deportati dal proprio paese, intrecciandola con quella personale della figlia illegittima Abigaille, che lo depone impossessandosi del trono, da lui destinato invece alla sorellastra Fenena. Quest'ultima ama riamata 'il nemico' levita Ismaele e si converte alla sua religione, ma il giovane è conteso anche da Abigaille, che alla fine perde la partita e si suicida, mentre Nabucodonosor si converte all'ebraismo nel tripudio generale. Una storia d'amore, dunque, il cui linguaggio melodrammatico è legato però al senso corale del popolo, alla coscienza della patria e al bisogno del riscatto politico e sociale. L'opera torna allo Sferisterio dopo 13 anni di assenza con l'Orchestra Filarmonica Marchigiana-Form, guidata dalla sapiente bacchetta di Fabrizio Maria Carminati, e il Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini preparato da Christian Starinieri. Ma a marcare la particolarità di questo debutto, secondo lo stesso Fourny, "ci sarà un cast incredibile dotato di voci meravigliose e di una grande abilità sia nella recitazione che nell'interpretazione". Si tratta di Anastasia Bartoli (Abigaille), Ariun Ganbataar (Nabucco), Laura Verecchia (Fenena), Alessandro Scotto Di Luzio (Ismaele) Alberto Comes, al debutto in Zaccaria, Alessia Camarin (Anna), Renzo Ran (Gran Sacerdote di Belo) e Simone Fenotti (Abdallo). L'opera si replica il 26 luglio e il primo e 9 agosto.

O.Esposito--IM