Il Messaggiere - Akin, 'la mia protagonista una giovane donna musulmana contro gli stereotipi'

Akin, 'la mia protagonista una giovane donna musulmana contro gli stereotipi'
Akin, 'la mia protagonista una giovane donna musulmana contro gli stereotipi'

Akin, 'la mia protagonista una giovane donna musulmana contro gli stereotipi'

Il regista turco-tedesco alla Festa del Cinema di Roma con Ghost Song

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Scegliere come personaggio protagonista una donna musulmana "è di per sé una dichiarazione. Perché contrasta con l'immagine dei musulmani che ci viene presentata dai media e dalla stampa tedesca, dai fascisti, dai conservatori che ora governano. Loro danno la colpa di tutto ai musulmani". Lo spiega il regista turco-tedesco Fatih Akin, premiato in carriera a Berlino, Cannes e Venezia, che presenta alla Festa del Cinema di Roma il suo nuovo film, Geister (Ghost Song), racconto di un amore a prima vista tra ventenni, che per una tragedia si spezza subito, pur continuando in un'altra dimensione. Al centro della storia, ambientata ad Amburgo e raccontata per gran parte in bianco e nero, sono Farasha (Mariam Dawoud) e Faris (Eren M. Güvercin), brillanti studenti 20enni che si apprestano ad iniziare l'università. Si conoscono ad una festa in un locale ed è subito amore a prima vista. Insieme ad altri due amici salgono tutti nella stessa auto e per colpa della segnaletica confusa di alcuni lavori in corso l'auto finisce nel fiume. Farasha muore, mentre gli altri tre si salvano. La ragazza, tuttavia, da fantasma, non volendo lasciare quel suo nuovo amore, scioccato per la perdita, continua a stargli vicino. Faris così ha l'occasione per 40 notti di incontrarla in sogno. "L'immagine che viene presentata dei ragazzi musulmani è che siano pigri o criminali - aggiunge Akin -. La mia protagonista invece è una giovane musulmana, bravissima negli studi. Esiste anche questo aspetto. Quando si guardano le tabelle delle persone più brillanti che si laureano in Germania, ci sono uomini e donne asiatiche, donne arabe e turchi. Per loro, l'istruzione è una via d'uscita dalla propria società" osserva il regista. Per quanto riguarda la fase politica che stiamo vivendo, "la Germania, come molti altri Paesi, incluso il vostro, sta affrontando un'ascesa dell'estrema destra, dovuta al fatto che il capitale è finito - dice -. E quando in una società non ci sono più soldi per crescere, si vira a sinistra o a destra. Per fortuna in Germania c'è anche un forte movimento antifascista al quale mi sento vicino. Forse questi saranno tempi rivoluzionari e forse lo dovranno essere anche i film". Le riprese di Ghost Song si sono svolte "in pieno conflitto a Gaza e ho detto ai protagonisti che questo è un film sulla fine del mondo. Perché se ti innamori di qualcuno, soprattutto da giovane, e questa persona non ricambia il tuo amore, o muore, per quel ragazzo è la fine del mondo". Lo stessa "con cui si trovano a confrontarsi i miei figli e la loro generazione, Anche noi l'abbiamo affrontata a quell'età. Abbiamo avuto la Guerra Fredda, la questione atomica. Quello era il nostro Armageddon. Ora i ragazzi hanno il loro. Una realtà che cerco di esprimere". Tra le curiosità legate a Ghost song, c'è il fatto che sia nato, nelle intenzioni del regista, come un film per bambini, circa dieci anni fa. "Stavo vivendo una crisi nel mio lavoro e mio figlio che allora era piccolo, sentendomi parlare con la madre, mi suggerì di fare un film su due amici di cui uno è un fantasma... Mi piacque subito, e avevo iniziato a pensare di realizzare un film per bambini. Poi però è arrivato un altro progetto e un altro ancora, fino a far passare dieci anni. I personaggi li ho fatti crescere parallelamente ai miei figli, ora sono ventenni, e al posto di una storia d'amicizia c'è una storia d'amore".

D.Lombardi--IM